Tecnica del funnel: come trasformare gli utenti in clienti fidelizzati

Con l’avvento del digitale molte imprese e aziende hanno deciso di buttarcisi a capofitto dopo aver capito le potenzialità offerte da questa nuova era. 

In questo modo anche gli strumenti utilizzati per generare nuovi contatti e aumentare le vendite si sono adattati al nuovo contesto storico. Anche la pubblicità si è spostata sul web, grazie anche ai potenti strumenti di advertising come Facebook e Google. Tutto questo a discapito dell’utente medio che molto spesso si sente sopraffatto dalle migliaia di annunci pubblicitari a cui è sottoposto in ogni momento della sua giornata.

Per questa ragione l’essere umano ha messo in atto dei meccanismi di difesa per cercare respiro da questo costante ricevere stimoli dal mondo esterno. Anche la soglia dell’attenzione si è notevolmente ridotta fino ad arrivare a 3 secondi… esattamente come quella dei pesci rossi! Fatte queste considerazioni però, gli addetti al marketing sono sempre alla ricerca di nuovi metodi e strategie per colpire e rendere accattivanti i prodotti e i servizi da vendere. Per questo, la tecnica del funnel è stata ri-progettata per rispondere al meglio alle esigenze del mondo digital e professionisti del settore come agenzia comunicazione Milano possono aiutarvi a implementarla.

Il marketing funnel viene definito come un modello per descrivere e analizzare il percorso svolto dall’utente durante il suo processo di acquisto di un bene o di un servizio. 

La parola funnel deriva dall’inglese e significa imbuto, questo perché completano il percorso solo un numero molto ridotto di utenti, rispetto al numero iniziale. 

Analisi strategica

Prima di partire nell’ideazione di qualunque strategia è bene fare un’analisi approfondita. È bene conoscere a fondo la propria nicchia di mercato, quali sono i propri competitor e in che modo agiscono, in modo da trovare una strategia per poter essere competenti in quella parte di mercato.

È bene conoscere il proprio target di riferimento e segmentarlo in porzioni più piccole, in modo da poterlo colpire e soddisfare attraverso delle strategie realizzate ad hoc. In più analizzando i potenziali clienti si possono scoprire quali sono le loro esigenze, che problemi desiderano risolvere e in che modo. Non solo, agendo in questa direzione si può anche andare a individuare la domanda latente e sfruttarla a proprio vantaggio. 

Nutrire i potenziali clienti 

Superata la fase di analisi, si è ben coscienti delle persone che si vogliono intercettare per generare dei nuovi contatti. Per fare questo è necessario trasformare questo pubblico “freddo” in pubblico “caldo”. In che modo? Attraverso la strategia del mail nurturing. Questo modello consiste nel produrre contenuti di valore, di carattere informativo, per fare in modo che i potenziali clienti possano apprendere tutte le informazioni sui prodotti e servizi. 

Cura del cliente 

Se i nostri utenti sono arrivati a questo punto del funnel è bene curare le relazioni con i propri utenti, attraverso delle comunicazioni personalizzate. Questa fase è molto importante perché se il potenziale cliente si sente accolto e valorizzato dal brand sarà più propenso ad procedere all’acquisto. Si possono realizzare offerte, oppure offrire delle scontistiche. 

Vendita 

Se siamo stati sufficientemente efficienti nelle fasi precedenti del funnel, vedremo che una percentuale degli utenti che ci interessavano avrà convertito. In questa fase si possono vedere i primi risultati. In genere si usa la tecnica del funnel con due obiettivi: generare delle vendite, oppure raccogliere contatti (in gergo chiamati lead) che potranno tornare utili in futuro.

Fidelizzare 

Erroneamente si crede che la fase della vendita sia l’ultima del funnel, e invece no. La fase della fidelizzazione rappresenta il vero traguardo del funnel. Infatti a questo punto avremo a disposizione una base solida di clienti su cui potremo fare riferimento. Una volta che il nostro utente è riuscito a concludere la vendita, non deve essere abbandonato. È importante applicare delle strategie di “up selling” in modo da stimolare di nuovo la voglia di fare un secondo acquisto. Infine, è una buona pratica mantenere un contatto duraturo nel tempo in modo che il processo di purchase si possa replicare.