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318
pagine, 502 illustrazioni
Formato UNI A4
€ 40.00 |
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| Premessa |
Ricorrerà nei 1998 il bicentenario dell'invenzione della litografia. In realtà non esiste per tale evento una data precisa, ma un intervallo di tempo che si estende per alcuni anni, con la messa a punto del nuovo metodo di stampa nel 1796-98.
Si raccolgono i frutti della chimica illuministica tramite la genialità di un personaggio che occuperà molte pagine di questo libro: il musicista, scrittore e soprattutto sperimentatore-inventore Aloys Senefelder, cui dobbiamo la stampa chimica, nome che egli attribuì alla litografìa.
La novità tecnica, le valenze artistiche, la rilevanza economica e sociale di questo metodo di stampa si illustrano nel presente lavoro, che ha un duplice scopo: inquadrare i molteplici aspetti della materia e delinearne la storia, proporre esemplificazioni iconografiche che ne testimonino l'importanza.
Non molti sono i volumi che trattano l'argomento, e i più sottolineano (giustamente) l'impiego della litografia da parte di pittori, illustratori, caricaturisti e altri esponenti della storia dell'arte passata e recente. Meno noti sono gli impieghi della litografia nell'editoria, nella scuola, nel giornalismo, nel commercio; espressioni dell'attività di artisti e artigiani litografi ignoti o poco noti, che tuttavia segnarono un costume, una civile partecipazione alle istanze della vita e dell'epoca in cui vissero.
La litografia raggiunse rapidamente un diffuso impiego, soprattutto per la facilità con cui si producono illustrazioni; si tratta di un processo pratico, economico e con grandi possibilità tecniche, che si presta ottimamente per la comunicazione sociale di ogni tipo e di ogni livello.
Proprio l'impiego quotidiano della litografìa diede origine a nuove forme grafiche e a schemi innovativi nel costume e nella storia della stampa, con importanti conseguenze sociali e culturali.
Nel presente lavoro l'Autore ha voluto adottare un particolare metodo iconografico utile in opere che, come questa, si prestano anche ad una funzione d'intrattenimento.
Il percorso delle immagini è stato infatti studiato in modo piuttosto indipendente dal testo, nel senso che chi volesse fruirlo senza una lettura sequenziale potrà farlo benissimo. Una possibilità che si potrebbe definire, con brutto paragone, corsia preferenziale per chi voglia godersi l'iconografia indipendentemente dalla lettura del testo. Le aree iconografiche o insiemi iconografici costituiscono gruppi di immagini interconnesse, che dovrebbero consentire una fruizione più elastica e sinergica del consueto metodo dì imbastire figure tra loro sovente disgiunte.
A conclusione del volume è stata inserita una sintetica Banca Dati, coordinata da Guido Graziano, diplomato della Scuola a finì speciali di Scienze e Arti della Stampa del Politecnico di Torino. Il lavoro contiene una quantità di informazioni, non sempre complete per frequenti carenze di fonti, relative ad artisti, artigiani, stampatori litografi, personaggi della quotidianità laboriosa e spesso ignorata. Quanto reperito nella ricerca è stato comunque inserito, anche se lacunoso, perché si ritiene utile per datare e collocare protagonisti, personaggi, produzioni.
Antonio Ghiorzo |
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